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Depressione bipolare è un termine in uso ma non corretto con il quale si indica l’episodio depressivo all’interno del disturbo bipolare, di qualsiasi grado di espressione o gravità. Il termine corretto sarebbe semplicemente “disturbo bipolare, episodio depressivo”, ma questo modo di dire è diffuso per due ordini di motivi: (continua...)
Il consumo di sostanze è in costante crescita negli ultimi decenni. Al di là delle mode, la quota più importante della morbilità da uso di sostanze è ancora legata ai classici stupefacenti e all'alcol. La conoscenza delle biologia dei sistemi della gratificazione e della motivazione ha consentito un approccio neurobiologico alle dipendenze che unisce finalmente le evidenze psicologiche alla clinica e alla psichiatria delle dipendenze. Saranno illustrati i concetti di desiderio patologico, di cronicità spontanea e recidivismo automatico, di cueing e di disagio post-astinenziale. I soggetti dipendenti sono propriamente pazienti psichiatrici, con il cervello come organo bersaglio dell'effetto delle sostanze e fonte dei comportamenti tossicomanici (continua...)
I comportamenti aggressivi sono aspetti di estremo rilievo nella pratica clinica psicologa e psichiatrica, in qualsiasi ambito. Tali comportamenti non riguardano infatti soltanto pazienti visibilmente agitati o abitualmente inclini ad atti violenti, ma possono verificarsi in maniera improvvisa e estemporanea, in risposta a eventi vitali di frustrazione o contrasto. Spesso il filtro che motiva la reazione estrema o la produzione estemporanea di condotte aggressive contro sé o gli altri è un filtro psicopatologico non visibile, corrispondente ad una ideazione psicotica o a convinzioni deliranti che accompagnano in maniera silente un umore depresso o misto. Altrettanto frequentemente l'impulsività è amplificata (continua...)