“Depressione bipolare”: strategie di trattamento elencate e commentate

Depressione bipolare è un termine in uso ma non corretto con il quale si indica l’episodio depressivo all’interno del disturbo bipolare, di qualsiasi grado di espressione o gravità.

Il termine corretto sarebbe semplicemente “disturbo bipolare, episodio depressivo”, ma questo modo di dire è diffuso per due ordini di motivi: …continua a leggere

Sintomi residui nel Disturbo Bipolare

 

Il disturbo bipolare si caratterizza per una predisposizione costituzionale all’instabilità dell’umore con alternanza di fasi depressive e fasi espansive. Alle oscillazioni dell’umore corrispondono periodi variabili con tendenza all’inibizione ed all’eccitamento comportamentale. L’espressività clinica del disturbo bipolare è estremamente variabile e spazia dal temperamento problematico ai quadri psicotici acuti e cronici. Il quadro clinico varia in rapporto alla frequenza, intensità e durata delle manifestazioni affettive, cognitive e comportamentali. Oltre al Disturbo Bipolare I classico, caratterizzato da episodi maniacali o misti con o senza depressione maggiore; rientrano in questo ambito le forme psicotiche, incluse le varianti schizoaffettive, ed il disturbo Bipolare II, caratterizzato da depressione maggiore ricorrente associata a fasi espansive attenuate ipomaniacali. Quest’ultimo rappresenta il fenotipo più comune di disturbo bipolare ed è spesso sotto-diagnosticato. Altre varianti dello spettro bipolare II sono rappresentata da episodi depressivi maggiori che si sovrappongono a caratteristiche temperamentali di tipo ciclotimico od ipertimico. La letteratura, inoltre, è unanime nel sostenere che anche i pazienti depressi che virano in ipomania dopo trattamento con antidepressivi appartengono allo spettro bipolare 6,10,12,15.

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Generalità e definizioni

Il Disturbo Bipolare si definisce quando l’umore, il pensiero e il comportamento oscillano tra fasi di eccitamento (mania) e fasi di inibizione (depressione).

Nell’eccitamento le energie sono maggiori, i pensieri veloci, originali e ricchi, l’atteggiamento ottimista, propositivo, esibizionista, o provocatorio. L’ambiente è percepito come vicino, gli obiettivi raggiungibili, il successo probabile o certo, gli ostacoli come insensati e le persone che non assecondano sono criticate o aggredite. Se la persona arriva a delirare i temi sono di grandiosità o persecutori, mistici, inventori.

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Il disturbo bipolare allo specchio: cosa vede e cosa non vede il paziente

 

Il rapporto delle persone con le proprie funzioni mentali non è sempre lo stesso. Alcune persone che soffrono di problemi psichici li riferiscono con buona corrispondenza, altri disturbi invece si riconoscono dai comportamenti, mentre la “presentazione” che le persone ne fanno è parziale e a volte distorta. I nostri cervelli vedono in maniera diversa l’essere ansiosi, l’essere eccitati o l’essere depressi, perché gli occhi con cui ci vediamo nei nostri pensieri e comportamenti non possono comunque vedere sé stessi che guardano.

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Il disturbo bipolare minore e le personalità associate

Chi ricerca notizie sul disturbo bipolare si imbatte solitamente nella descrizione di quello “maggiore”, un tempo nota come “psicosi maniaco-depressiva”. Il termine “bipolare” invece o anche “ciclotimico” sono utilizzati per indicare una gamma di situazioni di cui gran parte corrisponde al campo dei disturbi minori, quelli cioè in cui la persona comunque conserva la capacità di comprendere ciò che gli accade intorno e non ha idee gratuite (deliranti) su di sé o sull’ambiente.

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Le tre coordinate dell’umore bipolare

I disturbi bipolari sono classicamente descritti come una sequenza alternata di fasi eccitate/agitate e fasi depresse/inibite. Questa descrizione corrisponde ad una ricostruzione di ciò che avviene nel tempo e presenta i vari sintomi raccolti in due gruppi, che sono l’uno il contrario dell’altro, cioè quelli maniacali e quelli depressivi (ad esempio rallentamento e agitazione psicomotoria, umore euforico o eccitato oppure depresso e spento, energie aumentate o ridotte, e così via). Non sono però solitamente descritti i sintomi “bipolari”, ovvero quei sintomi che permettono di riconoscere il disturbo bipolare indipendentemente dalla fase. In altre parole: che cosa hanno in comune una persona in fase maniacale e la stessa persona in fase depressiva ? Ci sono elementi che possono indicare un disturbo bipolare mentre è in una fase depressiva, per distinguerla da una depressione semplice (unipolare) o da una depressione in corso di altre malattie ?
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