Cannabidiolo (CBD)

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi minori, come quantità, contenuto nelle varie preparazioni classiche di cannabis ad uso inebriante, ricreativo o stimolante.

La legalità della canapa è misurata secondo un indice che dipende anche dal CBD: il rapporto tra THC e i cannabinoidi minori, in primis il CBD. Più recentemente

lo status di legalità è riferito alla % di THC (entro lo 0,2% con margine di errore fino allo 0,6%). Sono disponibili varianti della cannabis in cui il contenuto percentuale di CBD può essere molto più alto del normale, in presenza di un THC variabile (da basso a normale ad alto). Il fatto che il CBD sia presente in quantità percentuale elevata è considerato garanzia dell’assenza di effetti “stupefacenti” della cannabis, ma sul piano legale il dato importante è la % di THC.

Per quanto riguarda l’uso terapeutico, questo può dipendere dal THC, dal CBD o dalla loro combinazione, cosicché non c’entra nulla concettualmente con lo status di legalità. La cannabis terapeutica non è “legale” in generale, lo è solo nell’uso terapeutico definito per legge. L’uso terapeutico non è basato semplicemente sull’evidenza scientifica, è una questione di autorizzazione. Il fatto che una persona dichiari o ritenga che l’uso di cannabis sia per motivi terapeutici (stabiliti da sé o da altri) non significa essere dentro la legalità. La cannabis terapeutica ha diverse varianti, che contengono THC in % variabile dal 6 al 19%, e CBD in quantità variabile, cosicché ci sono varianti simili alla cannabis normale ricreativa, e varianti con CBD in % alta fino a superare quella del THC.

E’ sbagliato pensare che il THC sia la parte cattiva (tossica e responsabile degli effetti euforizzanti, ma sostanzialmente non utile a fini terapeutici) e il CBD quella buona (privo di effetti psichici e utile a livello terapeutico).

L’interesse per la cannabis legale, e per il CBD che è il cannabinoide “legale”, presente anche da solo in certe preparazioni, ha generato un po’ di confusione rispetto all’uso che ha senso farne, e alle conoscenze sulle funzioni terapeutiche della cannabis legale.

Cosa sappiamo del CBD ?

Innanzitutto, la presenza di CBD nella cannabis sembra protettiva rispetto agli effetti negativi della cannabis, e proporzionali alla % di THC. Quello che il THC peggiora, il CBD attenua, ben inteso nell’ambito di una combinazione tra i due. Può darsi che quando la % di THC supera un certo valore alcuni dei sintomi non possano più essere attenuati. In generale il CBD contiene i sintomi psicotici, l’appetito da cannabis, l’effetto negativo sulla memoria, l’ansia.

Di per sé, il CBD avrebbe un effetto ansiolitico, coerente con una sua azione sul sistema 5HT (1A) più che sul sistema cannabinoide, in cui svolgerebbe il ruolo di modulatore degli effetti del THC.

Al di là di questo, al momento non è possibile stabilire se questa molecola sia effettivamente utile e in che misura diversamente o più da ciò che già esiste. Diverso è il discorso per il suo impiego eventuale nei soggetti affetti da intossicazione da cannabis, o soggetti a ricadute psicotiche in corso di uso di cannabis.

Schubart et al, 2011; Hindocha et al, 2015; Bergamaschi et al, 2011; Zuardi et al, 1982; Morgan et al, 2010; Englund et al, 2013.

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