a cura del Dott. Matteo Pacini - Medico Chirurgo - Specialista in Psichiatria

PERSONALITA' PATOLOGICHE



La personalità è quell'insieme di sistemi di pensiero, di disposizioni d'animo e di comportamenti che descrivono la vita di un individuo rispetto all'ambiente in cui vive e opera.
Quando si parla di personalità patologica, si possono intendere due cose diverse. Si può parlare di personalità patologica per indicare una personalità tale da rendere un individuo socialmente molesto o pericoloso, anche se il termine è improprio, poiché non si tratta di un problema medico. Sarebbe più corretto parlare di personalità sociopatiche, ovvero tali da rendere probabile e abituale il conflitto con l'ambiente o un rapporto distruttivo con l'ambiente stesso. In questo caso si usa anche il termine "psicopatia" o "personalità psicopatiche".

Invece, la corretta definizione di personalità patologica è quella personalità che produce sofferenza alla persona, poiché gli impedisce di interagire con l'ambiente in modo da ottenere i suoi scopi o da mantenere intorno a sé ciò che desidera avere. Una parte delle persone che hanno personalità psicopatiche possono non soffrirne affatto, anzi per lunghi periodi trovare ambienti o persone che assecondano queste personalità. Inoltre, può darsi che uno psicopatico il quale, ad esempio, ha impulsi distruttivi nei confronti degli altri, non sia per questo infelice e non ne abbia rimorso. E' questo il caso della personalità anti-sociale, che spesso non rappresenta tanto un problema medico quanto una questione di pericolosità sociale.

Nella definizione di personalità patologica si fanno poi rientrare tutte quelle forme di personalità in cui si riscontrano alterazioni affettive, di pensiero e di comportamento di intensità fluttuante, ma più o meno sempre presenti, tanto da caratterizzare la persona. Anche in questo caso, per parlare di disturbo di personalità è necessario stabilire se questi sintomi interferiscono o meno con i progetti e le volontà della persona, rendendola cronicamente infelice.

In una classificazione che fa riferimento ai principali tipi psichiatrici (schizofrenia, disturbi affettivi, disturbi d'ansia), si distinguono questi tipi di personalità patologiche:


Gruppo A. Personalità "strane, bizzarre, o meglio incomprensibili"

  • Paranoide: tendenza ad sviluppare convinzioni di essere oggetto di riferimenti negativi, minacce velate, insinuazioni, o a leggere frasi, espressioni, gesti o comportamenti come segni di una ostilità intenzionale degli altri, con conseguente ostilità e aggressività di reazione.
  • Schizoide: tendenza alla scarsa reattività affettiva, indifferenza, associata a fastidio nel contatto con gli altri, percepiti in maniera minacciosa e intrusiva.
  • Shizotipico: tendenza a fare associazioni bizzarre e incomprensibili, in maniera quindi magica, o a sviluppare convinzioni inspiegabili circa il senso delle cose. Spesso i pensieri non sono espressi, ma emergono tramite comportamenti bizzarri o rituali, timori incomprensibili o credenze.

Gruppo B. Personalità "emotivamente instabili, drammatiche, conflittuali"

  • Istrionica: tendenza a porsi al centro dell'attenzione, a suscitare reazioni negli altri mediante comportamenti dimostrativi, provocatori, godendo nell'interesse, positivo o negativo, che gli altri finiscono per manifestare.
  • Narcisistica: tendenza a utilizzare l'ambiente e le persone per i propri fini, svalutandole o disinteressandosi dopo il raggiungimento dei propri scopi, con aggressività nei riguardi di chi ostacola le proprie iniziative, senza empatia nei riguardi delle aspettative o dei sentimenti altrui.
  • Borderline: instabilità emotiva, con alternanza di entusiasmi e disinteresse, suscettibilità strisciante con reazioni esplosive e imprevedibili, impulsività anche con autolesionismo, sensibilità al rifiuto e ricorrenti sentimenti di abbandono, solitudine, ostilità.
  • Antisociale: impulsi distruttivi nei confronti degli altri, senza scopi pratici, anche nei riguardi di figure positive, assenza di rimorso. Intensi sentimenti di rabbia, ostilità, mancanza di empatia.
  • Passivo-aggressiva: tendenza a intraprendere comportamenti ostili o penalizzanti nei confronti con assunzione di un ruolo passivo e di vittima in seguito alle reazioni prodotte. Può essere considerata una variante della forma istrionica.

Gruppo C. Personalità "inibite"

  • Ossessiva: tendenza all'incertezza, al dubbio, all'indecisione e all'insicurezza, che finiscono per rendere lenti e problematici i rapporti, di inibire gli impulsi spontanei, di indurre ripensamenti e ostacolare la prosecuzione dei progetti, o amplificare le paure e i timori, specialmente di cose nuove e mai provate.
  • Evitante: tendenza a evitare le occasioni sociali, i contatti diretti con gli altri per una sensazione di imbarazzo rispetto a cui l'evitamento diventa un antidoto. Le persone con questa forma di timidezza spiccata possono organizzarsi per vivere con gli altri entro certi limiti, rifiutando sistematicamente altre occasioni che susciterebbero imbarazzo.
  • Dipendente: tendenza a legarsi all'ambiente temendo di perderlo, e quindi rendendosi disponibili a compromessi, privazioni o sacrifici pur di mantenere le condizioni iniziali. Il fondo può essere l'idea di doversi sforzare per essere adeguati agli altri o all'ambiente, il timore di non poter trovare alternative a ciò che si perde, un vissuto di rifiuto o di fallimento latente che è necessario evitare o scongiurare continuamente.

Quando si parla invece di temperamento, si intende una assetto di pensieri, affetti e comportamenti che sono espressione diretta del modo in cui il cervello è costruito, in genere ereditati dai genitori biologici. I temperamenti descritti in qualche caso corrispondono alle personalità patologiche, descritte per sintomi anziché rispetto ai disturbi nei rapporti interpersonali che producono. I temperamenti affettivi sono stati descritti fin dai tempi antichi, e si riteneva che fossero diverse "miscele" di alcuni elementi fondamentali, o "umori".

  1. Temperamento sensibile-reattivo-lunatico (ciclotimico)
  2. Temperamento triste-inibito-solitario (depressivo)
  3. Temperamento euforico-solare-energico (ipertimico)
  4. Temperamento ostile-critico -conflittuale (irritabile)

Questi temperamenti sono relativamente stabili, anche se chi nasce depressivo o ipertimico tende a divenire ciclotimico-irritabile.

Più di recente è stato decritto il temperamento fobico-ansioso, equivalente temperamentale del tipo psichiatrico ansioso e delle personalità "inibite".