Alcol, lavoro e patente: significato degli esami e loro valore

Le persone che chiedono la conferma o la restituzione della patente, contestata o ritirata per stato di ebbrezza alcolica, sono sottoposte ad esami per valutare il loro consumo alcolico.
Accertamenti sul consumo alcolico possono essere fatti anche per valutare l’idoneità alle mansioni lavorative.
 Queste procedure dovrebbero avere, e in parte anno, un significato comportamentale piuttosto che tossicologico: in altre parole vogliono accertare se una persona riesce a mantenersi astinente dall’alco, o comunque a non bere regolarmente e pesantemente, sapendo di doversi sottoporre ad un accertamento in merito all’alcol. Si presume che se una persona non riesce a trattenersi per il periodo richiesto, abbia un rapporto non controllato con l’alcol, oppure abbia un comportamento non attento, tale da far supporre che non presterebbe attenzione a non bere prima di mettersi alla guida.
 Nella pratica, si può verificare che però si utilizzino degli esami poco specifici, cioè esami che possono risultare alterati per una serie di condizioni diverse dall’assunzione di alcolici.
Chi mette a punto esami per identificare i consumatori di alcol si preoccupa di due parametri, e cioè che l’esame riesca a riconoscere il maggior numero di consumatori (sensibilità) e che l’esame non scambi per consumatori di alcol anche soggetti che non lo sono (specificità).
Dal punto di vista di chi deve sostenere le proprie ragioni per essere autorizzato a guidare o a lavorare è importante evitare di essere ingiustamente giudicati “positivi”.
 In ques’ottica sono utili alcune considerazioni sui principali esami per risalire al consumo di alcol.
 CDT (Desialo-Transferrina): è il test attualmente considerato più attendibile come test singolo, ed è in grado di identificare un consumo sostenuto e abbastanza consistente negli ultimi 15 giorni. In altre parole il test positivo indica che una persona ha assunto alcolici in discreta quantità e in maniera continuativa o comunque ripetuta negli ultimi 15 giorni. La sua specificità è del 95% (con le metodiche di elettroforesi capillare e cromatografia liquida ad alta pressione/HPLC), il che però significa che quindi “sbaglia” in 5 casi su 100 nell’indicare come consumatori di alcol soggetti che in realtà non lo sono.
A seconda della tecnica specifica utilizzata, cambia la capacità di identificare le cause di “falsa positività” dell’esame, come ad esempio varianti genetiche. Il valore è sempre espresso come % di CDT sul valore di Transferrina totale.
 
Il modo migliore per garantire risultati affidabili è utilizzare un doppio esame sullo stesso campione: il primo esame (screening) è eseguito con una tecnica che abbia elevata capacità di identificare tutti i casi positivi, compresi alcuni errori. In caso di risultato positivo si procede quindi con un test di conferma che ha maggiore capacità di distinguere i veri casi positivi dagli errori. Gli esami di conferma non sono utilizzati come primo esame perché, per quanto più precisi, tendono però a non identificare tutti i casi di consumo di alcol, lasciandone fuori alcuni che invece sarebbero positivi. In altre parole, con lo screening si fa una “retata” con alcuni innocenti, con l’esame di conferma si rilasciano quelli che non c’entravano niente.
 
Gamma-GT: è un parametro che deriva dal fegato, ma non è specifico, perché aumenta per tutta una serie di ragioni che non hanno a che fare con l’alcol. Tra le più comuni, il sovrappeso, una serie di farmaci che ne stimolano l’attività (antiepilettici ad esempio), il diabete, l’infarto, traumi di vario tipo, pancreatite, malattie renali, ipertiroidismo). Da solo non è accettabile come parametro per giudicare un soggetto come consumatore di alcol.
 
Volume Globulare Medio (MCV): il volume dei globuli rossi, è poco specifico e anche non sempre aumentato nei consumatori di alcol. Da solo non è quindi accettabile come parametro per identificare i consumatori di alcol.
 
Transaminasi (ALT/GPT e AST/GOT): sono due elementi presenti anche nel fegato, ma non solo. Un rapporto AST/ALT > 2 è indicativo di danno epatico da alcol, ma sono parametri non specifici, poiché aumentano anche in danni muscolari, infarto. Inoltre, non aumentano in tutti i soggetti bevitori, e con la stessa proporzione rispetto all’entità del consumo.
 
CDT e Gamma-GT insieme (Gamma-CDT): è possibile fare un calcolo sui valori combinati di questi due parametri, il che consente di identificare con una precisione maggiore un consumo di alcol anche moderato ma regolare nelle ultime 2-3 settimane.
 
Esistono poi altri parametri, utili soprattutto per stabilire se uno stato di ebbrezza è da attribuirsi ad un consumo isolato, occasionale, o continuato.
L’alcol si può dosare nel sangue direttamente, e naturalmente sarebbe il parametro più chiaro, se positivo, nell’identificare bevitori problematici che sapevano di dover rimanere astinenti, poiché indica un consumo immediatamente precedente il prelievo, il che fa supporre che la persona non sappia controllare quando e quanto berrà, o che beva sempre, e quindi anche prima dell’esame.
Etil-glicuronide e Etilsolfato: a seconda della dose assunta si possono rilevare nelle urine per un tempo variabile da 6 a 100 ore dopo l’assunzione. Anche quando l’alcol non è più rilevabile nel sangue pertanto è possibile risalire ad un consumo recente (fino a 4 giorni prima), a seconda della quantità che si è bevuto.
Esteri etilici degli acidi grassi (FAEE): presenti nel sangue per 24 ore, ma fino a 100 ore se il consumo di alcol non è isolato ma è stato ripetuto recentemente.
 
Infine, a volte capita di dover stabilire la correlazione tra una condizione alcolica e un evento già successo (ad esempio un incidente). In questi casi è bene sapere che l’effetto dell’alcol così come riportato nelle tabelle, è soggetto al fenomeno della tolleranza, cioè dell’assuefazione nei bevitori abituali. La stessa quantità di alcol assunta con le bevande corrisponde a livelli diversi a seconda dello stato di assuefazione (tolleranza metabolica o cinetica); lo stesso livello di alcol nel sangue corrisponde ad effetti diversi a seconda dello stato di assuefazione (tolleranza dinamica); lo stesso effetto indotto dall’alcol può corrispondere a diversi stati di alterazione comportamentale a seconda del tipo di situazione (familiare o non).
 
 
In conclusione, è bene che chi deve essere sottoposto a esami per fini di patente di guida controlli che siano utilizzati parametri affidabili, possibilmente la Gamma-CDT o la CDT, ma non i parametri come Gamma-GT, transaminasi o MCV da sole o combinate tra di loro. E’ utile documentare le proprie condizioni di salute, comprese le terapie in corso al momento del prelievo. E’ importante accertarsi che le procedure di indagine comprendano un doppio esame (screening e conferma) e sapere che il risultato finale deriva dalla conferma, e non dallo screening.
Inoltre, il contesto di un accertamento può distinguere tra accertamento del consumo di alcol, occasionale o abituale, e modalità del consumo di alcol (controllato o non controllato).
 In caso di contestazione, questi elementi devono essere controllati e argomentati eventualmente per vie legali e/o con consulenza di un medico di fiducia.
 
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