Pubblicazioni di argomento medico-scientifico
IN LIBRERIA:
Matteo Pacini
"DIPENDENZA DA CIBO"

ISBN 9788895437385
Collana: Dissertatio, Caravaggio Editore
Genere: Saggio
Uscita libro: Marzo 2010
" Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto.
Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa.
La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante.
Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco. "
Prezzo di copertina: 12,50 €
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Icro Maremmani, Matteo Pacini e Pier Paolo Pani
Il manuale del trattamento ambulatoriale con metadone

"Diversi articoli di riviste e interventi a simposi o congressi hanno come titolo: “cosa il medico dovrebbe sapere riguardo a…”. Spesso ho dei dubbi su cosa uno studente di medicina dovrebbe sapere per superare l’esame di farmacologia. Agli studenti ripeto che, in termini sportivi, loro devono considerarsi dei decatleti ed il docente è lo specialista di una disciplina che dovrebbe conoscere così a fondo da renderla accessibile e trasmetterla ad altri. Anche il medico di medicina generale inizia la sua carriera come decatleta, ma l’esperienza che accumula tutti i giorni, specie se associata a letture per aggiornarsi o per rispondere ai quotidiani dubbi diagnostici e terapeutici, fa progressivamente di lui uno specialista in grado di cimentarsi con i più diversi e complessi quesiti diagnostici. Per questo motivo provo disagio se mi si chiede di definire a priori ciò che un medico di medicina generale o uno specialista dovrebbe sapere su una specifica terapia farmacologica. Eppure è frequente che mi siano posti dei limiti se chiamato a parlare di una classe di farmaci ad un pubblico di medici impegnati nel territorio. “Spieghi quando vanno utilizzati, mostri le prove di efficacia esistenti, ne spieghi la tossicità e, per cortesia, sia breve sui perché, che al medico interessano poco”.
Lo sviluppo della evidence based medicine ha focalizzato l’interesse della cultura medica su una dimensione statistica del dato clinico, mentre il presupposto fisiopatologico è ritenuto inaffidabile come predittore di efficacia perché spesso ridimensionato dai risultati degli studi clinici controllati. Ridimensionato non significa inutile ma da rivedere e correggere. Recenti esperienze testimoniano che studi clinici, condotti a termine nonostante la ricerca di base fornisse solidi presupposti fisiopatologici di rischio per specifici effetti collaterali, hanno portato all’introduzione sul mercato di farmaci come i coxib e la cerivastatina che sono poi stati ritirati precipitosamente dalle case produttrici. Dal presupposto fisiopatologico spesso scaturisce lo studio clinico, il cui esito può a sua volta sottolineare la necessità di nuovi approfondimenti delle conoscenze di base. Le conoscenze mediche sono, quindi, frutto di una continua interazione fra ricerca clinica e di base che sono complementari e non separabili.
Tornando alla domanda su “cosa il medico dovrebbe sapere riguardo a…”, la risposta dovrebbe essere delegata al singolo medico, alla sua curiosità, alla sua professionalità, al suo bisogno di approfondimento. Biologi e clinici quando interagiscono dovrebbero evitare di soffermarsi su dettagli tecnici o puramente nozionistici se non direttamente sollecitati dall’interlocutore o da un collega della platea. Scrivendo un articolo questi dettagli possono essere inclusi in box distinti dal testo principale, così come in una presentazione orale possono essere accennati e rimandati a specifici riferimenti bibliografici. Mai annoiare con nozionismi e dettagli, ma rispettare sempre la disponibilità all’approfondimento dell’interlocutore. Ciò che il medico dovrebbe sapere deve restare un programma aperto.
Questo libro è scritto da clinici ed è rivolto a clinici, ed è interessante la ricchezza di dettagli su meccanismi d’azione e farmacocinetica con cui sono trattati i farmaci utilizzati nelle terapie sostitutive. La parte clinica è svolta prevalentemente da psichiatri ed è accurata sia negli aspetti tecnici sia nella descrizione dei problemi che sorgono nel corso della terapia, dai più frequenti ai più imprevedibili. Per ciascuna di queste situazioni si valutano le possibili cause e, soprattutto, si prendono in considerazione le diverse risorse terapeutiche disponibili e si stabiliscono le regole per la scelta dell’approccio più corretto. In questa parte si apprezza il contributo che la ricca e sedimentata esperienza clinica di alcuni autori aggiunge alla concretezza dei concetti esposti. I capitoli sono numerosi così che il tema centrale delle terapie sostutive sembra essere trattato in maniera ridondante. Ma chi conosce il tossicodipendente sa come l’approccio corretto ad esso cambi a seconda delle circostanze e del contesto ambientale. Trattare un’eroinomane in gravidanza presuppone specifiche competenze; assistere l’eroinomane in carcere presuppone un’approfondita conoscenza dell’ambiente carcerario e delle sue rigide regole. Oggi che la tossicodipendenza ha raggiunto in Italia il livello di malattia endemica ad essere colpiti sono soprattutto i soggetti a rischio e diverse forme di psicopatologia costituiscono una condizione di rischio grave. Non si sottolineerà mai abbastanza l’importanza di accertare una doppia diagnosi e la necessità di trattamenti particolari per queste patologie complesse.
Diversi capitoli del libro trattano dei problemi socio-ambientali connessi con le tossicodipendenze in genere e l’eroinismo cronico in particolare e che coinvolgono sia i pazienti sia i medici che danno loro assistenza. L’argomento è svolto senza gli inutili condizionamenti di un troppo spesso male interpretato principio del politically correct. La tossicodipendenza configura una patologia di carattere psichiatrico e la tossicodipendenza da oppiacei è curabile, cioè i suoi sintomi cardine sono clinicamente controllabili, con farmaci specifici secondo protocolli di trattamento a mantenimento di accertata efficacia. Altri tipi di intervento sono utili ed addirittura fondamentali come in qualsiasi altra forma di patologia cronica, sia psichiatrica sia internistica: terapie di eventuali patologie aggiuntive, counseling individuale o mirato al reinserimento nel nucleo famigliare o nell’ambiente di lavoro, ecc. Gli autori delineano i compiti dei diversi operatori, sanitari e non, che potrebbero interagire col tossicodipendente evitando confusioni di ruoli e di responsabilità.
Finalmente un manuale di facile lettura, scritto da medici competenti e con un’impostazione rigorosamente tecnica e francamente laica."
Prof. Alessandro Tagliamonte
Ordinario di Farmacologia Università di Siena
Prezzo di copertina: 40 €
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A cura di Icro Maremmani
In collaborazione con Stefania Canoniero e Matteo Pacini
Manuale di Neuropsicofarmacoterapia
Psichiatria e dell'Abuso di Sostanze

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"I modelli teorici e pratici dell’approccio alle tossicodipendenze si integrano e si saldano nei diversi campi della psichiatria. La comunità psichiatrica ha riconosciuto la centralità delle tossicodipendenze e, nella classificazione dei disturbi mentali, la dipendenza, inscritta fra i disturbi da uso di sostanze, richiama ad una specifica competenza neuropsicofarmacologica. I disturbi da uso di sostanze, frequenti in soggetti affetti da disturbi mentali, si manifestano infatti con gravità diversa (uso, abuso, dipendenza) e con correlazioni di significato variabile (epifenomeno, autoterapia,
complicanza). I fenomeni psicopatologici e l’uso di sostanze convergono con effetti di sommazione o di amplificazione reciproca. In particolare, una nuova sensibilità e un vivo interesse si sono sviluppati verso la ricerca e il perfezionamento di strategie idonee al trattamento dei casi in cui il disturbo mentale è in comorbidità con una dipendenza da sostanze (doppia diagnosi).
La crescita epidemiologica e sociale dell’uso di sostanze aumenta, oggi, le probabilità d’incontro tra paziente psichiatrico e sostanze d’abuso. In una larga parte dei casi,
l’interferenza delle sostanze d’abuso con le terapie farmacologiche genera refrattarietà ed elevata frequenza di recidive; da qui la necessità di adottare strumenti terapeutici raffinati, con basso rischio di interazione tossica con dette sostanze.
Il superamento del modello ambiguo del disturbo di personalità sposta la priorità dell’intervento da quello psicosociale e psicoterapeutico a quello farmacoterapeutico.
Il nuovo modello non vuole assolutamente negare il ruolo dell’intervento psicosociale e psicoterapeutico, ma fornire una guida razionale all’intervento integrato, laddove la psichiatria rappresenti il fulcro di un trattamento complesso. Il ruolo dello psichiatra risulta così il fondamento su cui armonizzare interventi che colgano selettivamente sia gli aspetti culturali, cruciali per l’attività di prevenzione, sia la patologia specifica “da craving”. Siffatta rete di interventi poggia su due presupposti: la tossicodipendenza intesa come malattia del cervello che si esprime fondamentalmente con sintomi psichici e con andamento cronico-recidivante; la formazione medica, oltre che psicosociale, di personale che sia dotato di una solida esperienza clinica. Infatti, oltre ai quadri psicopatologici di intossicazione e astinenza, la concomitanza di disturbi mentali riguarda una parte considerevole dei casi che giungono all’osservazione.
Sono lieto pertanto di presentare questo testo, che illustra le basi conoscitive del disturbo da uso di sostanze e ne indica i criteri per un trattamento razionale. Icro Maremmani ed i suoi valenti collaboratori definiscono il modello operativo di una “psichiatria dell’addiction”, con il quale affrontare le dipendenze intese come disturbi mentali. Si allontana così il paziente dalla “vita da strada”, si curano la tossicodipendenza e i fenomeni di comorbidità psichiatrica. Parallelamente si favorisce la maturazione cognitiva del paziente e quindi la sua riabilitazione psicosociale. Su questo schema logico il sapere psichiatrico risulta di primaria importanza e fondamento essenziale del momento operativo."
G.B.Cassano
Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie
Università di Pisa
Libri e Capitoli di Libri:
- Maremmani, I, Pacini M. Usefulness of maintenance in treatment of comorbid psychiatric diseases. In: Helge Waal & Egil Haga (eds) "Maintenance Treatment of Heroin Addiction – Evidence at the Crossroads", published by Cappelen Akademisk Forlag (2003).
- Maremmani, I. Lubrano, S. I. Pacini. Principi generali di terapia. In: Pancheri, P. Doppia Diagnosi, Disturbi Psichiatrici e Dipendenza da Sostanze, Scientific Press, Firenze, 2002.
- Maremmani, I. Pacini, M. Castrogiovanni, P. Eroina. In: Pancheri, P. Doppia Diagnosi, Disturbi Psichiatrici e Dipendenza da Sostanze, Scientific Press, Firenze, 2002.
- Maremmani, I., Canoniero, S.(a cura di), Pacini (a cura di), M. Manuale di Neuropsicofarmacoterapia Psichiatrica e dell'Abuso di Sostanze. Pisa: Pacini Editore Medicina & AU-CNS onlus; 2002.
- Maremmani, I.; Canoniero, S.; Pacini, M., and Guareschi, M.. La diagnosi di eroinismo cronico. In: Lucchini, A (a cura di), La diagnosi nei disturbi da uso di sostanze. FrancoAngeli, 2001
- Maremmani, I.; Canoniero, S.; Pacini, M., and Guareschi, M. Alcol e Disturbo Mentale. Principi di trattamento. In: Cibin, M; Mazzi, M.; Rampazzo, L., and Serpelloni, G. L'alcologia nell'ambulatorio del medico di medicina generale, 2002.
- Maremmani I, Pacini M, Pani PP. "Il Manuale del trattamento ambulatoriale con metadone." Co-autore e curatore. Pacini editore, Pisa.
Capitoli: - Definizioni Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Principi medici per il trattamento delle tossicodipendenze Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Storia del trattamento metadonico Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Deontologia scientificamente fondata nella terapia della tossicodipendenza
- da eroina Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Idoneità al trattamento Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Le fasi del trattamento metadonico Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Il problema del dosaggio del metadone Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Il disimpegno dal trattamento metadonico o sottrazione del farmaco sotto
- Supervisione medica (SMA) Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Prevenzione della ricaduta Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Effetti indesiderati del trattamento Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Analisi tossicologiche delle urine Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Resistenza al trattamento Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Il trattamento metadonico nel paziente infettivologico Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Il trattamento metadonico nei pazienti con doppia diagnosi Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Il trattamento metadonico nel paziente poliabusatore Icro Maremmani, Matteo Pacini, Sonia Lubrano e Mercedes Lovrecic
- Gestione del trattamento metadonico in gravidanza e durante l'allattamento Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Comunità Terapeutica e tratttamento metadonico Matteo Pacini e Icro Maremmani
- Il trattamento metadonico nel paziente incarcerato Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Il counseling e la psicoeducazione nel paziente in trattamento metadonico Icro Maremmani e Matteo Pacini
- Maremmani, I. Pacini, M. Introduzione ai disturbi d'abuso di sostanze: patogenesi e principi di terapia, in Cassano G.B. e Tundo A. (a cura di), Psicopatologia e Clinica Psichiatrica, UTET, Torino, 2006.
- 9. Bandettini Di Poggio A, Fornai F, Paparelli A, Pacini M, Perugi G, Maremmani I., Comparison among heroin and heroin plus cocaina users: psychopathological study. In Ali S. and Fornai F. eds. Cellular and Molecular Mechanisms of drugs of abuse and neurotoxicity: cocaine, GHB and substituted amphetamines. Part VII;45. NY, 2006.
- Pacini M. and Maremmani I. Substance-related Psychotic Chronicity and Schizoaffective Pictures: Is there a Bipolar Connection?, in William H. Murray, Schizoaffective Disorder: New Research, Nova Publishers 2006.
- Pacini M. - Dipenza da Cibo, Caravaggio Editore 2010

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