DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO: OSSESSIONI E FOBIE
Il cervello ha normalmente la funzione di portare alla coscienza determinati elementi, di solito per garantire che la persona risolva problemi in tempo utile, si prepari ad affrontare quelli che vengono, controlli di aver compiuto correttamente le proprie azioni.
Talvolta, il cervello continua a ripetere determinate "domande" o "dubbi" in maniera insistente e senza ragione, oppure nonostante i controlli effettuati. Questi dubbi sollecitano la persona a trovare le risposte o le soluzioni, anche se la persona sente si tratta di dubbi ingiustificati o assurdi. L'assurdità non è nel contenuto, che di per sé può essere possibile, ma nel fatto che il dubbio non deriva dal risultato incerto di un controllo, ma è primitivo, come se il cervello avesse improvvisamente bisogno di certezze assolute. Così, qualsiasi risposta è sempre insufficiente, non definitiva, e anziché chiudere la questione apre altri fronti di dubbio. Il contenuto dei dubbi può riguardare il pensiero di aver detto o compiuto azioni pericolose o scorrette, il tradimento del partner, la contaminazione o la sporcizia, l'ordine o la simmetria, temi filosofici, eventi catastrofici o disgrazie etc. A volte uno stimolo esterno può innescare la necessità di compiere ragionamenti "a vuoto", come per esempio calcoli numerici, analogie, similitudini o contrapposizioni, o necessità di approfondire. |
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A volte la persona mette in atto comportamenti ripetitivi per scacciare le ossessioni, oppure per controllare il contenuto dell'ossessione: aver ferito o offeso gli altri, aver capito, non conoscere tutti i dettagli, correggere le asimmetrie o il disordine, pulirsi, etc...
Si dice che l'ossessione è egodistonica, cioè il pensiero emerge indipendentemente dalla concentrazione del soggetto su di esso, e la spinta a proseguire il ragionamento o a compiere azioni (compulsioni) per risolvere o neutralizzare il dubbio avviene con disagio, come sentendosi costretti a far qualcosa di inutile. Inoltre, rispondere alle ossessioni non le estingue, ma al contrario le alimenta: quindi riflettendo sui dubbi non li risolve ma li rinforza, immediatamente o dopo una prima fase di apparente tranquillità.
Le ossessioni a volte sono comprensibili rispetto a preoccupazioni comuni (pulizia, ordine, perdita di oggetti, dettagli, gelosia etc). Altre volte sono semplici tarli che costringono la persona a impegnarsi in pensieri e azioni intorno all'oggetto dell'ossessione. Il dubbio su alcune cose (essere vivi o morti, essere uomo o donna, dormire o essere svegli, esistere o non esistere) può indurre una condizione di depersonalizzazione, di straniamento.
A volte il dubbio generalizzato può rendere estremamente lenti, quasi "assenti" nel compimento di ogni azione. Il tempo impiegato per "star dietro" alle ossessioni può diventare sempre più lungo, invadendo gli spazi destinati alla vita privata e al lavoro. Il disturbo ossessivo è un disturbo curabile farmacologicamente, con o senza associazione di psicoterapia, e nei casi resistenti con interventi di microchirurgia.

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Matteo Pacini
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