Il problema del peso e del disagio per la propria forma fisica sono crescenti nel mondo moderno. Da una parte i classici disturbi della condotta alimentare, quali la bulimia e l’anoressia, dall’altra le forme più sfumate, o irregolari, che però condizionano la vita di chi ne soffre peggiorandone la qualità.
Infine, situazioni di autentico legame continuo con il pensiero del cibo e con il pensiero di dover dimagrire, in cui si stenta a capire se il problema risieda realmente in un eccesso di appetito o anche in una continua sollecitazione culturale nel senso contrario alla soddisfazione dell’appetito.
Studi recenti hanno permesso di appurare che il funzionamento del nostro cervello quando è preso da un appetito che non sa trattenere, è simile al rapporto che si stabilisce con alcune droghe. Si parla infatti anche di “dipendenza da cibo” in molti casi associati al sovrappeso, non necessariamente estremo.
Anche i sentimenti di infelicità, di inutilità e vergogna, di rabbia e insoddisfazione sono presenti in alto grado nei disturbi alimentari, con un circolo vizioso tra umore depresso e ricorso al cibo in maniera vorace e priva di controllo.
Il controllo delle sindromi ansiose, depressive o impulsive associate all’alimentazione è spesso una chiave per ristrutturare il rapporto con il cibo, che peggiora invece con i soli tentativi di restrizione.
Inoltre, i disturbi del comportamento alimentare spesso inducono chi ne soffre a cercare una soluzione sul cibo e sul peso in maniera “diretta”, senza considerare che il cervello, che “mette in comunicazione” peso e cibo, è invece il primo obiettivo del trattamento.
Programma dell’incontro
Docente responsabile: Dr. Matteo Pacini ( Medico Psichiatra)
(curriculum visionabile su www.psichiatriaedipendenze.it)
Sede:
Corso telematico.
Costo: il corso ha un costo di 150 euro e ha la durata di circa 4 ore (9-13), con una mezz’ora finale dedicata alle domande interattive.
Modalità di iscrizione
Inviare una mail a paciland@virgilio.it, o sms/tel. 3297931577